Nella tanto vasta e varia produzione saggistica di Mario Torelli, si vuole qui riproporre la lettura di un piccolo volume del 2007, assai meno citato di altri e, per il soggetto inerente alla pittura vascolare, forse in apparenza un po’ eccentrico rispetto agli studi dedicati a classi di monumenti dalla semantica sociopolitica più esplicitamente dichiarata, che soprattutto ne attiravano l’inesausta curiosità. Ma si tratta, nel caso, di uno dei massimi capolavori in tecnica a figure nere, l’arcifamoso cratere a volute doppiamente firmato – da Kleitias, come decoratore, e da Ergotimos, come vasaio titolare dell’officina –, che Alessandro François poté recuperare a Fonte Rotella di Dolciano, in numerosi frammenti, tra l’autunno del 1844 e la primavera del 1845.
Le dimensioni del saggio (poco più di un’ottantina di pagine) sono quelle di un ampio articolo di rivista, edito da Mondadori Electa in una collana di agili monografie; ma coscienza e impegno di metodo appaiono manifesti e solenn...



