Jennifer M. Webb, Lapithos Sotira, Cyprus. Early and Middle Bronze Age tombs excavated in 1968/69
Jennifer M. Webb, Lapithos Sotira, Cyprus. Early and Middle Bronze Age tombs excavated in 1968/69, SIMA 157. Astrom Editions, Nicosia, 2024. 180 pp. – ISBN 978-9925-7935-6-3.
Texte intégral
1Lapithos Sotira, Cyprus. Early and Middle Bronze Age tombs excavated in 1968/69 rappresenta una nuova tappa del progetto di pubblicazione complessiva delle necropoli preistoriche di Lapithos, un’operazione scientifica ed editoriale assolutamente meritoria condotta instancabilmente da Jennifer Webb e destinata ad essere integralmente raccolta negli Studies in Mediterranean Archaeology. Al pari degli altri volumi della serie Lapithos che lo hanno preceduto e dell’ultimo in pubblicazione nel 2025, questo libro si dimostra capace di offrire più livelli di interesse e di lettura, fornendo un contributo nuovo alla storia degli studi, un modello maturo per il trattamento e la valorizzazione dei legacy data e, infine, un apporto originale al dibattito sullo sviluppo delle comunità dell’Antico e Medio Bronzo nella regione-chiave della costa settentrionale dell’isola.
2Il volume è aperto da un’introduzione di Georgios Georgiou, che fornisce una cornice storica e istituzionale di particolare efficacia. Le pagine di introduzione sono intese a delineare il valore delle indagini archeologiche condotte nella regione settentrionale dell’isola prima del 1974, inquadrando il caso di Lapithos Sotira nell’orizzonte di una stagione di ricerca oggi difficilmente recuperabile, ma cruciale per la ricostruzione delle dinamiche della preistoria cipriota. L’introduzione assume così il significato di una vera e propria presa di coscienza scientifica e politica, richiamando l’urgenza di colmare uno iato che è al tempo stesso geografico e cronologico e di restituire equilibrio a una tradizione di studi profondamente segnata dalla ‘frattura’ contemporanea dell’isola.
3Questo libro porta alla nostra conoscenza diciannove tombe a camera individuate nell’area funeraria in località Sotira a circa 1 km ad est delle sepolture della ben nota necropoli di Vrysi tou Barba. Questo cluster funerario viene messo in luce nel corso delle operazioni di livellamento per la realizzazione della moderna strada costie- ra e scavate in condizioni di emergenza fra il 1968 ed il 1969 da Antonis Christodoulou, su iniziativa del Dipartimento delle Antichità di Cipro. Come già osservato per i precedenti volumi della serie, la ricostruzione delle circostanze dello scavo e dello stato della documentazione d’archivio non rappresenta un semplice prologo descrittivo, ma costituisce anche in questo caso un passaggio metodologico essenziale per la valutazione critica dei dati oggi disponibili.
4Il corpus dei materiali inventariati è consistente e ben articolato, come immediatamente testimonia il numero dei materiali ceramici, gli strumenti e gli oggetti da parure metallici, in pietra e infine le terrecotte registrate all’epoca (255 contenitori ceramici, 47 manufatti in metallo, oltre a strumenti in pietra e in terracotta per la tessitura, elementi di collana in faience). La netta prevalenza indicata da forme ceramiche del repertorio in Red Polished Ware consente di attribuire la maggior parte delle sepolture all’Antico Bronzo. Nel loro complesso e sulla base della seriazione dei materiali di corredo, la cronologia dell’iniziale utilizzo di quest’area funeraria si può attribuire ad una fase contemporanea ed in alcuni casi forse anteriore rispetto alle più antiche tombe localizzate ad est nell’area di Vrysi tou Barba. Si può, tuttavia, rilevare come l’area di Sotira sia stata impiegata come spazio funerario per un arco molto esteso, fino alle fasi avanzate dell’età del Bronzo Medio. In questo senso, è di particolare rilievo per attestare la fase più tarda di frequentazione la presenza di una brocca importata in Anatolian Plain Ware. A questa si affiancano altri oggetti di probabile provenienza extra-insulare o di imitazione di modelli anatolici, quali un oggetto di ornamento personale realizzato in argento decorato a sbalzo, una collana in faience e un ago a testa ripiegata, che contribuiscono a delineare un quadro di relazioni ben più articolato di quanto la scala del complesso funerario potrebbe suggerire.
5L’analisi e la contestualizzazione dei dati, accanto alla ricognizione dello stato attuale dei materiali, occupano una parte centrale del volume. Dopo la presentazione del sito, del suo contesto ambientale e del record archivistico, le tombe e i relativi corredi sono descritti in modo analitico e sistematico, accompagnati da un apparato illustrativo di elevata qualità che integra disegni accurati e fotografie a colori. Come nei precedenti libri della serie Lapithos, la descrizione puntuale dei contesti costituisce la base imprescindibile su cui costruire le successive interpretazioni, colmando ove possibile le lacune documentarie e rendendo espliciti i limiti dell’evidenza disponibile. Questa discussione trova pieno sviluppo nel capitolo conclusivo, in cui i dati presentati vengono collocati all’interno di un quadro interpretativo più ampio. L’analisi dell’architettura funeraria, dei rituali di sepoltura, delle produzioni ceramiche e metalliche, della cronologia e delle connessioni esterne consente di inserire il complesso funerario di Sotira sia nel quadro più prossimo dell’area funeraria multi-cluster di Lapithos, che nel più articolato panorama delle necropoli dell’Antico e Medio Bronzo disposte sulla costa settentrionale dell’isola. I confronti ‘interni’ con Lapithos Vrysi tou Barba ed ‘esterni’ con le aree funerarie a Karmi e Bellapais Vounous non solo rafforzano l’immagine di pratiche funerarie condivise, ma permettono anche di cogliere specificità locali nella composizione dei corredi e nelle strategie di deposizione, restituendo una lettura dinamica delle comunità coinvolte.
6La poliedricità di questo contributo emerge con particolare chiarezza se si considera il valore aggiunto che la pubblicazione di Sotira apporta al quadro complessivo delle necropoli di Lapithos. Anche in questo caso, la restituzione critica di contesti scavati in condizioni di emergenza consente di trasformare dati frammentari in una base solida per l’interpretazione storica, dimostrando come la revisione sistematica dei legacy data possa incidere in modo sostanziale sulla nostra comprensione delle comunità dell’Antico e Medio Bronzo a Cipro.
7Nel complesso, la rilettura della piccola area funeraria di Lapithos Sotira si delinea come un contributo che conferma il ruolo centrale di Jenny Webb quale principale artefice di una rilettura complessiva della preistoria di Lapithos. Il volume non rappresenta soltanto un’ulteriore tessera di un quadro, ma un apporto destinato a influenzare in modo duraturo le future sintesi dedicate allo sviluppo sociale, economico e culturale delle comunità preistoriche dell’isola.
Pour citer cet article
Référence papier
Luca Bombardieri, « Jennifer M. Webb, Lapithos Sotira, Cyprus. Early and Middle Bronze Age tombs excavated in 1968/69 », Cahiers du Centre d’Études Chypriotes, 56 | 2026, 403-404.
Référence électronique
Luca Bombardieri, « Jennifer M. Webb, Lapithos Sotira, Cyprus. Early and Middle Bronze Age tombs excavated in 1968/69 », Cahiers du Centre d’Études Chypriotes [En ligne], 56 | 2026, mis en ligne le 28 juillet 2026, consulté le 11 septembre 2026. URL : http://journals.openedition.org/cchyp/2581 ; DOI : https://doi.org/10.4000/16n64
Haut de pageDroits d’auteur
Le texte seul est utilisable sous licence CC BY-NC-SA 4.0. Les autres éléments (illustrations, fichiers annexes importés) sont susceptibles d’être soumis à des autorisations d’usage spécifiques.
Haut de page



