https://www.biodanzaitalia.it/progetti-nel-sociale/ambito-educativo
Toro R. 2000. Biodanza, integrazione esistenziale e sviluppo umano attraverso la musica, il movimento, l’espressione delle emozioni. RED Edizioni.
Six personnes en situation de handicap du centre de rééducation dans la province de Modène et les élèves du collège de l’Institut F. Ruini de Sassuolo sont les protagonistes du projet d’intégration sociale par la Biodanza que nous allons vous raconter.
È stato possibile realizzare il progetto grazie alle persone che hanno intuito, coordinato e aderito all’iniziativa:
-Simona Pelliciari, educatrice professionale e insegnante titolata di gruppi di Biodanza®
-Elisabetta Giovanardi, Giulia Meschiari, educatrici del centro diurno
-I fantastici 6 ospiti del centro diurno
-Cooperativa Sociale
-Patrizia Giovanardi, professoressa e coordinatrice progetti della scuola statale Ruini
-Tutte le insegnanti coinvolte nella attività condivisa
-Tutte le studentesse e studenti delle prime e seconde classi della scuola media
-L’Istituto comprensivo 3 sud Sassuolo Scuola secondaria di 1°grado F. Ruini
-Editing Simona Malta
-Photos Stefania Artale
1“L’azione educativa della Biodanza® nei confronti dei bambini e dei ragazzi ha come obiettivo quello di risvegliare in loro gli stimoli più salutari verso la vita, dando ad essi la possibilità di esprimersi e di orientarsi in modo autentico e sano. Una Educazione Biocentrica è una rieducazione del vivere, dove l’educando apprende, non solo attraverso il cognitivo, ma anche attraverso la percezione, la sensorialità, l’intuizione, l’espressione di sé in relazione all’altro” (Rolando Toro, Antropologo e psicologo cileno, ideatore del Sistema Biodanza®).
2Biodanza significa, letteralmente, “danza della vita”. È un sistema d’integrazione affettivo-motoria e di sviluppo delle potenzialità che, applicato ai bambini, facilita una crescita armoniosa. Viene proposta in gruppo e, attraverso musiche selezionate ed esercizi organizzati secondo un preciso modello teorico, mira a elevare il grado di salute dei piccoli, migliorando i rapporti interpersonali, intrapersonali e stimolando la creatività artistica ed esistenziale.
3Il gioco è un elemento fondamentale di ogni sessione, perché permette l’espressione spontanea di ognuno, mentre proposte specifiche favoriscono l’integrazione non solo motoria e ritmica ma anche affettiva, l’espressione dell’allegria e il rafforzamento di emozioni sane, senza competitività e giudizio.
4Sei persone con disabilità del centro socio-riabilitativo in provincia di Modena e gli studenti della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo statale F. Ruini di Sassuolo sono i protagonisti del progetto di integrazione sociale con la Biodanza che vi stiamo per raccontare. Ogni martedi mattina la palestra della scuola media diventa uno spazio di integrazione sociale dove allenare la comunicazione, il linguaggio corporeo, il senso di appartenenza, l’ascolto sensibile, il confronto, l’espressione delle emozioni, il saper essere, l’essere comunità.
5La Biodanza permette di recuperare le qualità umane che sono forse rimaste congelate in questa cultura “social” così giudicante in cui l’apparenza e il culto per l’immagine inaridiscono la comunicazione delle emozioni. Il linguaggio del corpo è impoverito di vissuto espressivo, la comunicazione con i cellulari è rapidissima, superficiale, l’affettività viene espressa con emoticon che sostituiscono la percezione dell’espressione di uno sguardo, dei gesti, dell’apertura o chiusura corporea che rappresentano un reale linguaggio universale generato dal vivere e interagire in presenza con gli altri e con altri ‘diversi’ da noi.
6Ritrovarsi insieme, in cerchio, presi per mano, guardarsi per trovare un ritmo comune, camminare sincronizzati nella musica, esprimersi attraverso il corpo con gesti di apertura e fiducia sono alcune delle pratiche motorie proposte dalla Biodanza e che il centro diurno porta nelle classi della prima e seconda media. Queste pratiche costituiscono un’opportunità di confronto attraverso la comunicazione corporea e un linguaggio alternativo, che supera le barriere linguistiche, stimola l’apprendimento emotivo, il rispetto e la valorizzazione dell’unicità e della singolarità della persona, al di là di ogni limite psicofisico.
7L’espressività del corpo, i gesti, la mimica, i giochi ritmici, la flessibilità, la coordinazione, l’impeto vitale, l’equilibrio, il controllo intenzionale dei movimenti, l’autoregolazione, sono gli strumenti offerti dal sistema Biodanza che consentono alle persone di specchiarsi l’una nell’altra e così percepirsi in una comunità accogliente, integrata che sviluppa un linguaggio alternativo al lessico del proprio gruppo di pari, attivando nei giovani una comunicazione più fluida e arricchita di percezione ed intuito umano trasversale al contesto di appartenenza.
8Relazionarsi con la diversità attraverso il corpo stimola e arricchisce le sfumature emotive che sono imprigionate in generalizzazioni e polarizzazioni che non sviluppano tutte le possibilità di dare voce e parole per esempio allo stupore, alla curiosità, alle emozioni come la compassione, la sensazione di stranezza, la gratitudine, la meraviglia, la sensazione di libertà, la spontaneità, l’istintività…emozioni stimolate dall’incontro con forme diverse e limitazioni che creano espressività alternative e fuori dagli schemi. La diversità diventa un valore portatore di originalità e di iniziativa personale, di scoperta di talenti e di qualità comunicative prima insospettabili.
9Gli esercizi motori della Biodanza attivano l’empatia, il riconoscerci nella reciprocità; la musica e il ritmo sono linguaggi universali che sostengono queste sensazioni perché connettono umanamente, in modo trasversale e al di là dei limiti fisici, le differenze culturali e anagrafiche. Ogni partecipante si sente, così, parte integrante di questa comunità e compente a suo modo, nel percepire l’interazione degli sguardi e dei gesti.
10Gli obiettivi di integrazione e di appartenenza, l’espressione dei propri talenti, l’attivazione della creatività e delle possibilità espressive e comunicative sono intenti che si attuano in ogni incontro di Biodanza. L’incontro dei due gruppi amplifica la portata del valore umano e del potenziale educativo di ogni sessione di Biodanza oltre ogni aspettativa perché i giovani studenti imparano a relazionarsi con la diversità attraverso un linguaggio non verbale, con una comunicazione affettivo-motoria che abbraccia le fragilità, i limiti e le potenzialità in un modo molto naturale.
11Il linguaggio corporeo e il linguaggio verbale diventano due forme comunicative che si integrano e si autoalimentano. Inizialmente grazie alla musica, al ritmo, al movimento insieme del gruppo, all’espressività creativa dei giochi, che stimola emozioni, genera sensazioni per poi trasformare ed elaborare un linguaggio arricchito di sfumature emotive e sentimenti diversificati e alternativi.
12Dopo due anni di esperienza di questo progetto di integrazione sociale-educativa ci sentiamo portatori di nuove possibilità comunicative e di divulgazione di un’esperienza che abbraccia le complessità sociali e relazionali che oggi coinvolgono tutta la comunità sempre più multietnica e plurale, i servizi alla persona, la scuola, le istituzioni del territorio e le singole persone che intrecciano e integrano il loro operato professionale. E con fiducia guardiamo oltre, verso nuovi obiettivi coinvolgenti per il futuro.
https://www.biodanzaitalia.it/progetti-nel-sociale/ambito-educativo
Toro R. 2000. Biodanza, integrazione esistenziale e sviluppo umano attraverso la musica, il movimento, l’espressione delle emozioni. RED Edizioni.
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Simona Pelliciari, « La Biodanza®, un linguaggio alternativo », Éducation et sociétés plurilingues, 58 | 2025, 71-75.
Simona Pelliciari, « La Biodanza®, un linguaggio alternativo », Éducation et sociétés plurilingues [En ligne], 58 | 2025, mis en ligne le 01 août 2026, consulté le 05 septembre 2026. URL : http://journals.openedition.org/esp/13527 ; DOI : https://doi.org/10.4000/16ndw
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