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Modelli di rappresentazione dell’azione sociale sciogliere il voto: la distribuzione di Weibull

Renato Grimaldi
p. 139-157

Note della redazione

La ricerca fa parte di un più ampio Progetto Finalizzato cnr (Comitato per la Scienza e la Tecnologia dei Beni Culturali); in questo ambito è stata realizzata una prima versione di un museo virtuale su Internet che consente visite telematiche ai documenti iconografici che sono stati digitalizzati ed organizzati (indirizzo http://www.cisi.unito.it/progetti/mvexv [link non raggiungibile: 15/02/2017]); tale sito è stato presentato al convegno «Problemi e metodi nella ricerca sociologica sulla religione» promosso dalle sezioni di Sociologia della religione e di Metodologia dell’Ais a Trento, 1-2 ottobre 1997 presso la Facoltà di Sociologia.

Testo integrale

Premessa

11. «Dio non gioca a dadi con il mondo». Questa celebre frase con cui Einstein replicava a scienziati che davano contrastanti interpretazioni sulla teoria dei quanti, ha anche importanti ricadute nell’ambito della ricerca nelle scienze sociali. Il sociologo – lavorando ad esempio a modelli di rappresentazione di distribuzioni di frequenza – solo in rare occasioni si trova a dover operare con distribuzioni di tipo normale. E questo è dovuto al fatto che le leggi che regolano la società non sono governate dalla casualità ma sono effetto delle strategie che i vari attori sociali adottano per sopravvivere nella rete dei sistemi umani, in una parola del loro comportamento sociale. Se così non fosse i sociologi non servirebbero, sarebbe sufficiente per conservare memoria degli eventi e ricostruire i comportamenti in modelli, qualcuno che registrasse fedelmente le giocate, come ci ricorda Gallino (1987, p. 16).

2In questo contributo intendiamo mostrare come siamo arrivati a modellizzare la distribuzione di frequenza di una proprietà molto importante per una ricerca sulle strategie della sopravvivenza che portiamo avanti da circa vent’anni. Si tratta della distribuzione nel tempo dell’azione sociale sciogliere il voto misurata attraverso la data indicata sulle tavolette votive dipinte che si trovano nei santuari e nelle cappelle campestri. Le asimmetrie di questa distribuzione hanno messo a dura prova l’impegno di chi scrive e solo grazie ad un software originale è stato possibile pervenire alla formulazione di modelli. D’altra parte, quando una proprietà ricopre il ruolo di variabile forte che serve a descrivere i fenomeni per cui ci si cimenta nella ricerca, conviene che lo studioso possieda tutti gli strumenti per maneggiare, far variare e compiere simulazioni su tale proprietà.

3In particolare abbiamo utilizzato la distribuzione di Weibull che è capace di adattarsi ai dati empirici modificando i valori dei propri parametri ed è adatta a seguire fenomeni che sono funzione del tempo (Cohen, 1965), come nel caso trattato dalla nostra indagine. La distribuzione di Weibull prende il nome dal matematico svedese che lavorando in ambito affidabilistico per la Skf alla fine degli anni Trenta, ne rese pratico l’uso adottando carte di probabilità. La particolarità che rende unica la distribuzione di Weibull (e il suo utilizzo nelle scienze sociali) è quindi la sua capacità di riprodurre, su di un piano bidimensionale, qualsiasi curva a campana facendo variare due soli parametri. È dunque uno strumento importante per quanti – ricercatori e studiosi – intendano formalizzare i risultati delle loro indagini per farli entrare a pieno titolo nel sapere collettivo.

42. L’azione sociale sciogliere il voto ha mantenuto costante la propria struttura rituale negli ultimi cinque secoli e tramite essa si sono prodotte centinaia di migliaia di tavolette votive dipinte che ancora oggi, almeno in parte, si trovano appese alle pareti dei santuari e cappelle campestri. Tali ex-voto rappresentano un documento di eccezionale interesse per studiare le strategie popolari della sopravvivenza; le argomentazioni che ci hanno indotto a tale scelta ed il modello di lettura utilizzato si trovano in altri lavori (v. il contributo di Grimaldi nel volume curato da Borgna, 1995). A tale scopo abbiamo fotografato e schedato circa cinquemila tavolette votive dipinte che si trovano nei santuari e nelle cappelle campestri del Piemonte (in questo lavoro forniremo i dati relativi ai primi tremilacinquecento confluiti nella nostra banca dati). Inoltre come campioni di controllo abbiamo schedato le tavolette votive dipinte che si trovano in quattro importanti santuari distribuiti sul territorio italiano (circa duemilacento ex-voto); un confronto internazionale l’abbiamo condotto sulle tavolette votive della Provenza francese documentate da Bernard Cousin (circa quattromila). In complesso quindi abbiamo analizzato i dati di circa novemilacinquecento tavolette votive dipinte per studiare la distribuzione nel tempo di tali documenti. Il tempo è infatti per definizione una variabile che contribuisce a descrivere come mutano particolari proprietà. Abbiamo quindi deciso di lavorare in questo saggio alla produzione dei modelli di tali distribuzioni, che abbiamo subito messo alla prova studiando la relazione con una delle variabili più importanti, la categoria delle grazie ricevute, che ci fornisce un primo quadro delle preoccupazioni, delle ansie che hanno angosciato il mondo contadino, in un’analisi longitudinale che copre in modo soddisfacente almeno gli ultimi tre secoli di storia.

1. Il tempo degli ex-voto

  • 1 Poiché la ricerca riguarda gli ex-voto che attualmente si trovano nei luoghi di culto, ritengo che (...)

5In questa sezione intendiamo studiare il modo in cui si distribuiscono nel tempo le tavolette votive dipinte riferendoci all’attuale corpus votivo, quello che si trova in questo momento nei santuari oggetto della nostra ricerca sulle strategie della sopravvivenza tralasciando – almeno in questa occasione – di occuparci della moltitudine di ex-voto rubati, venduti, bruciati, deteriorati, rimossi1. Quando avremo dati relativi a contenitori di tavolette votive che con sicurezza non sono stati oggetto di sottrazioni, correggeremo i modelli che stiamo per dare, fornendo stime di quanti ex-voto sono stati appesi nei santuari e altri luoghi di culto nell’arco di alcuni secoli.

  • 2 Per l’indagine sociologica il tempo può assumere diversi aspetti; per la nostra ricerca è «la dimen (...)

6L’interesse portato alla variabile tempo – misurata come data riportata sull’ex-voto (o presunta nel caso venga stimata durante la schedatura) e che segna il momento in cui il miracolato ritiene di essere stato oggetto di un intervento divino – deriva dal fatto che essa rappresenta per definizione la proprietà attraverso la quale si possono mettere alla prova ipotesi relazionali di lavoro mediante modelli di descrizione statistico-matematici2. Lo studio di questa distribuzione permette inoltre di comprendere quale sia l’intervallo di tempo coperto dalla pratica di questo rituale ed in quale momento della storia essa sia più presente e quindi maggiore sia l’intensità del suo effetto.

7Intendiamo allo scopo cercare un modello teorico probabilistico che illustri con sufficiente approssimazione l’andamento della frequenza relativa delle tavolette votive dipinte nel tempo e che possa essere utilizzato per descrivere un numero molto alto di popolazioni di ex-voto, situate anche in territori diversi da quello del campione in esame.

8Parlando del livello di misurazione della variabile tempo dell’ex-voto (come abbiamo detto rilevata mediante la data apposta sul quadro), essendo lo zero della scala un valore convenzionale (infatti l’anno zero – che si riferisce alla nascita di Cristo – corrisponde ad un valore arbitrario e non all’assenza della proprietà) possiamo concludere che siamo di fronte ad una variabile cardinale ad intervalli, utilizzabile per un numero molto alto di statistiche ad eccezione di quelle che prevedono operazioni di divisione tra punti della scala (ad esempio il coefficiente di variazione).

  • 3 La media della data calcolata sulle sole tavolette ove questa informazione era presente vale 1912,2 (...)

9La Tab. 1 fornisce alcune statistiche calcolate mediante la data indicata sulle tavolette votive; siccome su 3421 casi, solo in 2739 (80%) era riportata questa informazione, si è provveduto – dove possibile – a stimare tale dato, operazione condotta su 395 ex-voto per cui le unità di analisi valide sono diventate 3134 (92% del totale) riducendo i casi mancanti a 287 (rimanente 8%)3. Dall’ultima colonna della tabella, che informa su tutto il campione, si evince che l’ex-voto più antico è del 1522, che il 25% di tutto il corpus votivo (che attualmente si trova nei santuari piemontesi) è precedente al 1891 (questo valore corrisponde al venticinquesimo percentile chiamato anche primo quartile); in altre parole, gli ex-voto appesi nei luoghi di culto con data anteriore al 1891 sono un quarto dell’attuale numero di tavolette presenti oggi. Se proseguiamo nella lettura dell’ultima colonna vediamo che la metà (50%) è anteriore al 1913 (valore mediano), i tre quarti (75%) sono antecedenti al 1940 (questo punto rivela il settantacinquesimo percentile chiamato anche terzo quartile); l’ex-voto più recente è una grazia ricevuta del 1992, data che coincide con una delle nostre ultime discese sul terreno a conferma che quella dell’ex-voto è una pratica che si svolge senza soluzione di continuità, anche se con differente intensità. Una misura della tendenza centrale della distribuzione come la media si attesta sull’anno 1908, misura che con la mediana appena vista – 1913 – e la moda non riportata in tabella ma pari a 1900, ci informano che la distribuzione in esame ha un addensamento notevole di valori attorno ai primi anni di questo secolo. La differenza interquartilica diq (terzo quartile=1940 meno primo quartile = 1891) rivela che il 50% degli ex-voto è stato prodotto nel lasso di tempo di 49 anni, tra la fine del secolo scorso ed i primi decenni dell’attuale (vedi ancora Tab. 1). Anche la deviazione standard (lo scarto tipo, indicato con dev std) pari a 49,5 anni dice di una contenuta dispersione attorno al valore medio.

Tabella 1. Statistiche calcolate sulla frequenza degli ex-voto nel tempo, ripartiti per diocesi.

Tabella 1. Statistiche calcolate sulla frequenza degli ex-voto nel tempo, ripartiti per diocesi.

10Gli indici di asimmetria e curtosi informano sul fatto che le distribuzioni presentano delle asimmetrie negative (ad eccezione di Alessandria) e quindi coda a sinistra, e una tendenza alla leptocurtosi (ad eccezione di Casale) ossia un addensamento attorno ai valori medi maggiormente accentuato rispetto ad una ipotetica curva normale.

11Lasciamo al lettore interessato l’analisi puntuale della tabella per singole diocesi. Al di là delle inevitabili differenze legate al territorio e quindi al particolare luogo di culto (in genere il santuario), le distribuzioni mostrano tutte uno stesso andamento, con un campo di variazione che ha origine all’inizio del 1700 (per alcune diocesi 1800 e con l’eccezione del santuario di Oropa – a Biella – che custodisce un ex-voto del 1522) e prosegue fino ai giorni nostri, con un picco centrale che riguarda i primi decenni del nostro secolo.

12A completamento della Tab. 1 alleghiamo Fig. 1 che illustra tramite box plot prodotti da Spss la distribuzione del tempo degli ex-voto nelle varie diocesi. Le scatole in figura rappresentano geometricamente le distribuzioni, infatti i bordi sono tracciati rispettivamente in corrispondenza del primo e terzo quartile ed il lato che li unisce mostra la differenza interquartilica (riportata anche numericamente in Tab. 1 alla voce diq) mentre la linea che taglia la scatola al suo interno rappresenta il valore mediano; i valori aberranti (outliers) sono rappresentati con ‘o’ e ‘*’ a seconda che distino dal primo o terzo quartile una quantità (espressa in anni nel nostro caso) pari rispettivamente a 1,5 e 3 volte la differenza interquartilica (vedi sull’analisi esplorativa, Erickson, Nosanchuk, 1988).

Figura 1. Distribuzione degli ex-voto nel tempo a seconda delle diocesi (box plot).

Figura 1. Distribuzione degli ex-voto nel tempo a seconda delle diocesi (box plot).
  • 4 Per favorire la lettura abbiamo preferito disegnare i grafici successivi per valori superiori a 170 (...)
  • 5 Calcolati con il nostro programma Stat-lab (vedi nota più avanti).

13Vedremo meglio nella prossima sezione che togliendo i valori outliers e considerando quindi solo la parte principale della distribuzione (rappresentata nella Fig. 1 con la scatola ed i cosiddetti ‘baffi’, le linee a tratto intero che escono verticalmente dalle scatole)4 l’andamento è praticamente normale; questo fatto è di notevole importanza dato che ci consente di usare molte procedure di inferenza statistica. Ad esempio per il calcolo degli intervalli di confidenza (o di fiducia, come preferisce dire Marradi)5 della media (vedi Tab. 1, int fid– e int fid+) occorre che la popolazione sia distribuita normalmente dato che la varianza è ignota e quindi stimata anche se questo requisito (della normalità della popolazione) va osservato nel caso di piccoli campioni (inferiori ai 30 casi) e non è quindi la nostra situazione (v. Grimaldi, 1996a). Tali intervalli di fiducia ci danno la misura dell’intervallo in cui cade con una probabilità del 95% il valore reale (e sconosciuto) della media della popolazione degli ex-voto piemontesi: come si può osservare il nostro campione consente delle stime molto precise. Ad esempio la media del tempo degli ex-voto piemontesi cade, con una probabilità del 95%, nell’intervallo 1906,2-1909,6 (vedi ancora Tab. 1, ultima colonna).

2. Modelli teorici per la descrizione della frequenza nel tempo degli ex-voto: la distribuzione di Weibull

142.1. Come abbiamo visto nella sezione precedente i dati relativi alla frequenza degli ex-voto nel tempo rivelano una distribuzione di frequenza non di tipo normale, in altri termini non v’è simmetria nell’andamento di questo fenomeno. Tale ipotesi è stata sottoposta a verifica mediante il test di Kolmogorov-Smirnov che ci ha confermato la non normalità della distribuzione. A questo punto abbiamo ridotto l’analisi alla sola diocesi di Asti, che è l’area dove sono state fatte più discese sul campo (anche se Biella è la diocesi dove sono stati fotografati il numero più alto di ex-voto data la presenza del santuario di Oropa), con l’idea di disporre di dati omogenei dal punto di vista della provenienza territoriale. Dopo aver provvisoriamente tolto parte dei valori outliers, siamo riusciti ad eliminare l’asimmetria negativa delle distribuzione (ossia la lunga coda sinistra); con il test di Kolmogorov-Smirnov abbiamo dimostrato che, analizzando solo gli ex-voto successivi al 1830 la distribuzione di frequenza è normale (al livello di probabilità p=0,05). Questo risultato rende possibile fare delle stime della media della data degli ex-voto successivi al 1830 anche con campioni inferiori ai 30 casi e calcolarne gli intervalli di fiducia mediante la t di Student.

Figura 2. Stima della distribuzione di probabilità della presenza degli ex-voto nel tempo secondo la funzione di Gauss (si considera solo l’intervallo di tempo dal 1830 in poi): diocesi di Asti (media= 1904, dev std = 24).

Figura 2. Stima della distribuzione di probabilità della presenza degli ex-voto nel tempo secondo la funzione di Gauss (si considera solo l’intervallo di tempo dal 1830 in poi): diocesi di Asti (media= 1904, dev std = 24).

15Come si può vedere nella Fig. 2 la media vale 1904 e la deviazione standard misura 24 anni; sulla figura potremmo evidenziare gli intervalli tipici della distribuzione mediante i quali possiamo affermare che – teoricamente – nell’intervallo 1880-1928 (media ± dev std) cadono il 68,26% degli ex-voto, fra il 1856-1952 (media ± 2 dev std) il 95,45%, fra il 1832-1976 (media ± 3 dev std) il 99,74%. La formula seguita da tale modello è la seguente:

16La soddisfazione di aver trovato un modello matematico della distribuzione delle frequenze eliminando però parte dei dati (quelli anteriori al 1830) non ci ha fatto desistere dal proseguire nel nostro lavoro. L’obiettivo che perseguiamo è di descrivere la distribuzione di tutti gli ex-voto che si trovano oggi nei santuari e altri luoghi di culto piemontesi. Scartata l’ipotesi di utilizzo delle più comuni distribuzioni teoriche abbiamo rivolto l’attenzione alla funzione di densità di probabilità (che descrive la distribuzione delle frequenze relative) di Weibull che è stata sviluppata per spiegare fenomeni funzione del tempo e che ha un’ampia capacità di adattarsi alle più diverse distribuzioni empiriche dei dati. La formula è la seguente:

17La funzione di ripartizione che fornisce la probabilità cumulata di questa distribuzione e che varia tra 0 ed 1 ha invece la seguente espressione:

18La x rappresenta nel nostro caso il tempo indicato sugli ex-voto (datazione) mentre i parametri che caratterizzano questa funzione sono due, a e b. Il primo, chiamato parametro di posizione, indica il valore di x che spezza la distribuzione in due parti rispettivamente con il 63,2% dei casi a sinistra ed il rimanente 36,8% a destra. Analiticamente:

  • 6 La quantità Γ(x) = (con x 0) è nota come funzione Gamma (Γ). Se x è un intero si ha Γ(x) = (x – 1) (...)

19Il secondo, viene chiamato parametro di forma; quando vale circa 3,5-4 la distribuzione assume la nota forma campanulare della distribuzione di Gauss, quando assume valori minori presenta un’asimmetria positiva (coda verso destra) e quando maggiori un’asimmetria negativa (coda verso sinistra). Stimati i parametri a e b è possibile calcolare la media e la varianza di tale distribuzione utilizzando la funzione Gamma6:

  • 7 Sono grato al prof. Ezio Marra dell’Università di Cosenza per avermi offerto l’opportunità di conos (...)

20A questo punto dell’indagine abbiamo deciso di proseguire l’analisi lavorando sulle singole diocesi utilizzando i sottocampioni come campioni statisticamente rappresentativi delle rispettive aree territoriali; abbiamo poi elaborato un sottoinsieme statisticamente significativo del più ampio campione piemontese. Impiegando il package T-B-Stat7 si sono stimati i parametri a e b usando il metodo della Massima Verosimiglianza (Maximum Likelihood) con l’algoritmo di Cohen (Cohen, 1965). I risultati delle elaborazioni si trovano nella Tab. 2 che riporta per ogni diocesi i rispettivi valori stimati del parametro di forma b, del parametro di posizione a, della media, della deviazione standard; nell’ultima riga sono riportati i casi validi.

Tabella 2. Modelli di descrizione della distribuzione degli ex-voto nel tempo, per diocesi, secondo la funzione di Weibull (stima dei parametri).

Tabella 2. Modelli di descrizione della distribuzione degli ex-voto nel tempo, per diocesi, secondo la funzione di Weibull (stima dei parametri).
  • 8 Per ottenere una migliore definizione nella rappresentazione grafica del modelli teorici, abbiamo u (...)

21La rappresentazione grafica delle singole distribuzioni è stata riportata, a titolo esemplificativo, solo per le diocesi di Alba (v. Fig. 3) e di Asti (v. Fig. 4) mentre sulla Fig. 5 si trova quella relativa al territorio piemontese nella sua complessità; anziché in linea continua abbiamo preferito disegnare tali distribuzioni teoriche indicando sul diagramma cartesiano la presenza degli ex-voto del campione organizzandoli come se seguissero deterministicamente il modello stimato; in altre parole ogni ex-voto è rappresentato nello spazio cartesiano con un pallino8.

Figura 3. Stima della distribuzione di probabilità della presenza degli ex-voto nel tempo secondo la funzione di Weibull: diocesi di Alba (b =64,6, a =1927,4).

Figura 3. Stima della distribuzione di probabilità della presenza degli ex-voto nel tempo secondo la funzione di Weibull: diocesi di Alba (b =64,6, a =1927,4).

Figura 4. Stima della distribuzione di probabilità della presenza degli ex-voto nel tempo secondo la funzione di Weibull: diocesi di Asti (b =74,7, a =1914,1).

Figura 4. Stima della distribuzione di probabilità della presenza degli ex-voto nel tempo secondo la funzione di Weibull: diocesi di Asti (b =74,7, a =1914,1).
  • 9 Il campo di variazione di questi grafici è stato impostato per tutti tra il 1700 e il 1995 al fine (...)

22In questi grafici gli ex-voto sono tutti ordinati secondo una funzione teorica anche se nella realtà si dispongono in modo probabilistico attorno a tale funzione e quindi con degli scarti. Rispetto alla linea continua questo tipo di rappresentazione consente di capire quali segmenti del diagramma sono più «scoperti», ovvero emergono quelle classi di tempo in cui si registra la maggiore o minore presenza di tavolette votive. Ricordiamo che, trattandosi di distribuzioni di probabilità, l’area sottesa ad ogni modello grafico vale 19.

23Riteniamo che le distribuzioni teoriche che abbiamo trovato possano convenientemente sostituire la confusione e l’ampia dimensione dei dati originali che proprio per questi motivi offrono al ricercatore pochi strumenti di ragionamento. Consegniamo simbolicamente al lettore questi modelli con la convinzione che possano convenientemente sostituire ingombranti e poco maneggevoli vettori di dati anche se dobbiamo informarlo che essi non superano (anche se per pochi punti) i normali test di controllo statistico di conformità al livello di probabilità p=0,05.

Figura 5. Stima della distribuzione di probabilità della presenza degli ex-voto nel tempo secondo la funzione di Weibull: Piemonte (b=52,6, a=1926,7).

Figura 5. Stima della distribuzione di probabilità della presenza degli ex-voto nel tempo secondo la funzione di Weibull: Piemonte (b=52,6, a=1926,7).

24D’altra parte possiamo subito osservare (vedi ancora Tab. 2) quanto siano buone le stime della media e della deviazione standard se confrontate con quelle reali della Tab. 1; la prima riga relativa al parametro b conferma che la diocesi di Mondovì ha la più accentuata asimmetria negativa (ha il b più elevato pari a 101,5), quindi una coda verso sinistra ed un fronte destro che cade quasi a picco. Rispetto alle altre diocesi, è invece quella di Biella che si avvicina maggiormente alla simmetria (b=40,8) anche se rimane comunque molto distante dai valori di b della gaussiana (circa uguale a 3–4, come abbiamo già detto).

25La seconda riga, relativa al parametro di posizione a, indica la data che individua l’anno precedente al quale si colloca il 63,2% delle tavolette dipinte che si trovano oggi nei luoghi di culto piemontesi. Ad esempio nella diocesi di Biella il 63,2% degli ex-voto è precedente al 1926,3 mentre la stessa quantità di tavolette votive è affissa nei santuari della diocesi di Casale con data anteriore al 1953.

26L’ultima riga evidenzia il numero dei casi utilizzati per la stima dei parametri in questione; ricordiamo che il programma da noi impiegato non lavora attualmente con più di 500 casi. Si sono quindi estratti dei sottocampioni da quelle diocesi che superavano tale soglia ed ovviamente dal campione totale relativo all’intera regione Piemonte.

27Nella Fig. 6 viene riportata la funzione di ripartizione relativa al Piemonte. Come abbiamo detto tale funzione varia tra 0 ed 1 ed indica per ogni valore di tempo quale quota (probabilità) di ex-voto è attualmente presente in luoghi di culto. Ovviamente in corrispondenza del valore a=1926,7 troviamo – con i limiti del metodo grafico – il valore 0,632 ossia che il 63,2% degli ex-voto piemontesi è precedente all’anno 1926-1927.

28Figura 6. Stima della funzione di ripartizione della presenza degli ex-voto nel tempo secondo la funzione di Weibull: Piemonte (b=52,6, a=1926,7).

29Cosa emerge con forza da questo lavoro è l’ordine con cui si presentano gli ex-voto nel tempo al di là delle ovvie differenze territoriali. Le distribuzioni di probabilità hanno tutte una coda a sinistra, presentano un massimo che cade nei primi 20-30 anni del nostro secolo (con eccezione della diocesi di Casale che ha il suo massimo verso il 1950), il fronte destro cade abbastanza rapidamente, e nell’intorno del massimo della funzione la distribuzione è abbastanza simmetrica e simile alla normale come abbiamo dimostrato analiticamente per la diocesi di Asti (vedi ancora Fig. 2). Questi modelli respingono decisamente ipotesi di distribuzione uniforme o di distribuzione asimmetrica positiva (coda a destra) che avanza chi ritiene che gli ex-voto siano una pratica di un lontano passato.

  • 10 Valore calcolato con un programma scritto in Turbo Pascal (versione 4) da Livio Beghini (nell’ambit (...)

30Detto questo e osservando ancora la Fig. 4 che riporta la distribuzione relativa alla diocesi di Asti, la più ampia dal punto di vista dei contenitori di ex-voto rilevati anche se non dal punto di vista del numero assoluto di unità di indagine, possiamo concludere quanto segue: la frequenza attuale delle tavolette votive segue un andamento asimmetrico negativo, ossia sono pochi gli ex-voto di lontana datazione – potremmo dire che solo un quarto sono precedenti al 1890–; il massimo coincide con l’anno 191410 (anche se la media corrisponde al 1900); tra circa il 1890 e il 1920 cadono la metà degli ex-voto che attualmente sono appesi in luoghi di culto (vedi ancora Fig. 4).

31In conclusione di questo discorso riportiamo in Fig. 7 la distribuzione empirica di frequenza degli oltre tremila ex-voto rilevati in Piemonte (in questo caso abbiamo preferito non usare come soglia minima l’anno 1700). Come si può osservare la distribuzione empirica è stata riprodotta in modo fedele dai modelli teorici presentati sopra per singole diocesi ed anche la sovrimposizione della distribuzione normale calcolata con i parametri stimati dal campione di media e varianza conferma quanto sopra riportato e cioè che se non si tolgono i valori outliers la distribuzione presenta un’asimmetria negativa.

Figura 7. Distribuzione di frequenza degli ex-voto nel tempo (campione piemontese)

Figura 7. Distribuzione di frequenza degli ex-voto nel tempo (campione piemontese)

32Se si considerano solo i valori superiori al valore 1834 (ottenuto sottraendo una volta e mezza la differenza interquartilica dal primo quartile) otteniamo la Fig. 8 che ci permette di mettere a fuoco con maggiori dettagli il campo di variazione dove cade circa il 94% delle tavolette votive dipinte. La media di questa nuova distribuzione, prendendo in esame solo questo segmento del campo di variazione, vale 1918,3, appena dieci anni in più dal campione completo che come abbiamo visto registra come valore minimo un ex-voto del 1522. Ovviamente togliendo i casi aberranti alla sinistra della distribuzione la media è leggermente aumentata – come abbiamo appena visto – mentre la deviazione standard è diminuita notevolmente essendo stata ridotta la dispersione attorno al valore di tendenza centrale.

Figura 8. Distribuzione di frequenza degli ex-voto nel tempo (campione piemontese per data maggiore di 1834)

Figura 8. Distribuzione di frequenza degli ex-voto nel tempo (campione piemontese per data maggiore di 1834)
  • 11 Ricordiamo che Cousin (1983) offre solo un grafico di questa distribuzione per cui i dati numerici (...)
  • 12 Abbiamo considerato il corpus votivo dei santuari analizzati, come campioni delle tavolette votive (...)

332.2. Nella Tab. 3 abbiamo confrontato la distribuzione degli ex-voto piemontesi con quella della Provenza (vedi Cousin, 1983 e Delfino, 1996) e con quelle dei santuari della Madonna di Montenero (Livorno), di Cesena e di San Nicola di Tolentino in provincia di Macerata e di Altavilla Milicia a Palermo (vedi i lavori di Buttitta, 1983, Chiarle, 1993, Chiarella, 1993 e Dainelli, 1997). Abbiamo utilizzato la seriazione proposta da Cousin integrandola con alcune classi dal 1900 fino ai giorni nostri dato che tale autore ne aveva prevista una sola per quel periodo11. Come si può osservare il patrimonio più recente è quello piemontese praticamente successivo al 1850 mentre quello provenzale è quasi interamente compreso tra il 1730 e il 1900; il santuario di Livorno comprende ex-voto datati tra il 1800 e il 1975 mentre quelli di Cesena e Tolentino sono caratterizzati da una forte presenza di tavolette votive antecedenti al 1730 (75-80% circa). Questi ultimi due santuari rivestono una notevole importanza dato che ci possono offrire dati ponderati sui periodi a noi lontani che sono invece poco «frequentati» nel nostro campione piemontese. Anche in questa tabella sono stati calcolati gli intervalli di fiducia della media al 95%; in altre parole v’è una probabilità del 95% che il valore reale della media (qui stimata con un campione) sia compreso tra int fid– e int fid+ (vedi Tab. 3). Ad esempio la media della data degli ex-voto di Palermo è – con probabilità del 95% – compresa tra 1888,5 e 1889,5; questa estrema precisione è dovuta al fatto che la distribuzione è molto concentrata attorno alla media e registra una bassa dispersione pari a 25,2 anni12.

34In sintesi possiamo osservare come il Piemonte e la Provenza costituiscano due corpus votivi distribuiti su tutto il periodo storico, anche se più recente il primo e più antico il secondo, mentre quelli relativi ai quattro santuari italiani risentono ovviamente della vita del rispettivo territorio (saccheggi, incendi, furti, ecc.). Quindi, mentre le distribuzioni di Piemonte e Provenza sono funzione di una raccolta svolta sia in santuari di grandi dimensioni sia in piccole cappelle campestri (e dunque presentano ampi livelli di generalizzazione in tutti i periodi storici), quelle dei quattro santuari italiani analizzati informano che tali dati si possono estendere al territorio circostante solo con attente considerazioni. In altre parole, se si vuole studiare la relazione che intercorre tra la variabile x e la variabile y, conviene fare tale lavoro per classi di tempo ed in tal modo si elimina o perlomeno si mettono in evidenza le peculiarità di quel tale santuario che ad esempio non possiede ex-voto di un particolare periodo storico.

35Abbiamo detto all’inizio che in questo saggio non ci occuperemo delle tavolette votive che in qualsiasi modo sono andate perse quindi, in mancanza di altri dati, possiamo affermare che la pratica dell’ex-voto ha conosciuto un elevato consenso a cavallo di fine ottocento ed inizio novecento, periodo che dunque va maggiormente considerato per studiare gli effetti di questo rituale della religiosità popolare.

  • 13 Leggiamo sul «Bollettino salesiano» del 1 aprile 1993 nella rubrica «I nostri santi» – curata dal p (...)

36A conclusione di questa analisi sul tempo dell’ex-voto possiamo ancora fare la seguente considerazione; la sua distribuzione indica un esaurimento di questa pratica negli ultimi anni, diciamo dagli anni Sessanta in poi. Ma si può allora stabilire che questo comportamento sociale dopo tanti secoli è andato verso l’esaurimento in questo ultimo periodo? Non crediamo; riteniamo invece che abbia semplicemente cambiato forma. La scomparsa di pittori contadini, l’ostilità delle gerarchie ecclesiastiche che hanno visto solo l’aspetto di superstizione di questo rituale hanno dirottato e forse diretto la commessa di ex-voto in finanziamenti diretti alla chiesa; è sufficiente leggere bollettini parrocchiali o riviste di più alta diffusione come il «Bollettino salesiano»13per constatare come alto sia il numero delle grazie che vengono segnalate e in molti casi onorate con offerte, borse di studio per giovani missionari, ecc. Si potrebbe forse osservare che v’è in atto la tendenza a trasformare i ringraziamenti per grazie ricevute in richieste preventive di protezione, più in linea con i nostri tempi.

Tabella 3. Confronto della distribuzione nel tempo degli ex-voto in alcune situazioni nazionali e nella Provenza francese (percentuali).

Tempo

Provenza (Fr.)

Piemonte

Cesena

Livorno

Tolentino

Palermo

prima 1660

1,3

0,1

60,5

67,2

1660-1729

9,0

1,9

15,2

0,2

15,8

1730-1799

17,4

1,4

5,9

10,2

1800-1849

29,4

3,5

11,3

24,8

4,8

5,9

1850-1899

34,1

25,9

5,3

43,6

2,0

62,0

1900-1914

|

18,8

7,5

19,6

1915-1945

(8,8)

29,1

0,6

12,4

11,5

1946-1975

|

15,8

1,2

10,9

0,5

1976-oltre

|

3,5

0,6

0,5

%

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

100,0

casi val.

(4016)

(3134)

(692)

(644)

(393)

(392)

media

1826

1908

1653

1878

1636

1889

asimm.

–0,6

–2,0

0,5

0,5

0,3

0,2

curtosi

0,2

7,0

– 0,5

–0,6

–0,7

0,4

dev std

60,0

49,5

116,1

43,9

97,2

25,2

int fid–

1824,1

1906,3

1644,4

1874,7

1626,3

1888,5

int fid+

1827,9

1909,7

1661,7

1881,3

1645,6

1889,5

37Volendo quantificare, una ricerca effettuata nel 1981 sui lavoratori dipendenti del Piemonte ha fatto emergere che hanno fatto «voti» nell’anno precedente alle interviste il 18,6% di un campione di 1737 casi (cfr. Garelli, 1986, p. 115). Questi valori rapportati alla popolazione dei lavoratori dipendenti piemontesi indicano in circa 250 mila le grazie ricevute da tale categoria nell’arco di un anno.

3. Il tempo come variabile che descrive le preoccupazioni dell’immaginario contadino

38In questa sezione intendiamo provare il ruolo del tempo dell’ex-voto come variabile «forte» nella descrizione dell’azione raffigurata nelle tavolette votive; quest’ultima informazione rappresenta a nostro avviso la variabile più importante del fenomeno in esame, la lista delle preoccupazioni, gli stress, le ansie che hanno angosciato l’immaginario contadino e che quindi in qualche modo hanno contato più della stessa realtà.

39Nella Tab. 4 la variabile relativa alla data indicata è stata divisa in tre classi; la prima contiene le grazie ricevute nel periodo 1522-1899, la seconda nel 1900-1925 e la terza nell’intervallo che va dal 1926 ai giorni nostri. Tali classi sono state pensate in modo tale da dividere la distribuzione in tre parti di dimensioni approssimativamente uguali. Per cogliere la variabilità del fenomeno abbiamo pensato di fare emergere gli ex-voto di medicina e chirurgia (malattie, operazioni, parti), di infortunistica (cadute, investimenti, incidenti sul lavoro e nel tempo libero), di calamità pubbliche (che riguardano nella quasi totalità dei casi la sottocategoria guerra), e che rappresentano persone oranti; un’ultima modalità è stata riservata alla classe residuale altro. Tale categorizzazione riporta le voci principali di una classificazione di preoccupazioni di circa 30 items che abbiamo adattato al nostro progetto a partire da una composita lista di «soggetti ricorrenti» proposta da Toschi (Toschi, Penna, 1971, pp. 110-125).

40La prima colonna della Tab. 4 mostra gli ex-voto prodotti in data anteriore al 1899. Come si può osservare il 48,1% sono di medicina mentre il 23% sono di infortunistica, il 3,9% di guerra ed il 19,6% rappresentano persone oranti raffigurate inginocchiate mentre implorano la grazia o ringraziano la divinità senza però che sia esplicitato il motivo della preoccupazione; la classe residuale comprende il 5,3% degli ex-voto relativi a tale lasso di tempo. Questa tabella evidenzia l’importante frequenza della malattia negli ex-voto più datati, quota che tende a diminuire mano a mano che trascorrono gli anni passando dal 41,2% della classe 1900-25 per scendere al 18,7% di quella più recente.

Tabella 4. Relazione tra categoria dell’ex-voto e tempo (Piemonte).

Classi di tempo

Categoriaex-voto

1522-1899
(%)

1900-1920
(%)

1921-1992
(%)

Totale
(%)

Media

Devstd

Medicina e chir.

48,1

41,2

18,7

36,2

1896

45,4

Infortunistica

23,0

24,0

61,2

35,7

1926

43,1

Guerra

3,9

17,2

13,0

11,5

1918

36,9

Oranti

19,6

13,0

3,3

12,0

1880

57,9

Altro

5,3

4,7

3,8

4,6

1892

69,5

Totale

100

100

100

100

1907

49,8

n. casi

(964)

(1027)

(956)

(2947)

Chi quadro= 571 sign.= 0,00
V di Cramer= 0,4 sign.= 0,00
N. casi mancanti= 474

41La paura della malattia lascia il posto a quella degli infortuni, degli incidenti che si verificano con le nuove tecnologie di lavoro e di trasporto; la sua incidenza sale infatti dal 23% del periodo più lontano al 24% di quello intermedio per più che raddoppiare, 61,2%, negli anni a noi più vicini e che hanno visto la rapida ed ampia diffusione di tecnologie del cui uso, l’attore che calca le scene degli ex-voto, avverte la minaccia. La Prima e la Seconda guerra mondiale manifestano una frequenza nelle tavolette votive che varia tra il 17,2% ed il 13%.

42Il tenere nascosti i motivi della grazia ricevuta sembra di più prerogativa delle tavolette più antiche (19,6%) mentre in quelle più vicine ai giorni nostri il richiedente ed il miracolato non si celano dietro la sola raffigurazione dell’orante (3,3%). Si mantiene pressoché uguale e contenuta nel tempo la modalità residua, sul 5%, a dimostrazione che le voci indicate in tabella esauriscono quasi la totalità delle preoccupazioni del mondo contadino. La relazione tra tempo e categoria dell’ex-voto che appare già così chiara dalla lettura delle percentuali è stata anche verificata con appositi test ed indici statistici di associazione (V di Cramer pari a 0,4).

43La comparazione delle medie calcolate per ciascuna categoria di ex-voto (penultima colonna di Tab. 4) evidenzia come le tavolette più datate siano quelle relative ad oranti, quindi seguano nell’ordine quelle di medicina e chirurgia per poi arrivare a quelle di guerra ed infine di infortunistica; l’analisi della varianza conferma l’esistenza di una differenza significativa tra tali medie.

44Aver ordinato nel tempo in modelli statistico-matematici l’azione sociale sciogliere il voto apre una serie di interrogativi; il tempo chiede di essere interpretato storicamente e teoricamente come variabile indipendente utile per spiegare e articolare strategie della sopravvivenza adottate da questo o quell’attore sociale. Ma questo sarà il compito del nostro prossimo impegno.

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Note

1 Poiché la ricerca riguarda gli ex-voto che attualmente si trovano nei luoghi di culto, ritengo che il presente studio possa interessare tra gli altri il Ministero dei beni culturali e le Sovrintendenze che si occupano del censimento e salvaguardia di oggetti della cultura popolare che con tali modelli ne possono stimare la consistenza numerica per classi di tempo.

2 Per l’indagine sociologica il tempo può assumere diversi aspetti; per la nostra ricerca è «la dimensione in cui si svolgono, e in cui prendono senso, i processi storici del mutamento e dell’evoluzione sociale» (Gallino, 1978, p. 728, voce Tempo).

3 La media della data calcolata sulle sole tavolette ove questa informazione era presente vale 1912,2 (dev std=44,39 ed err std=0,85); dato che tale valore è superiore alla media calcolata tenendo conto anche delle stime pari a 1907,9, significa che sono le tavolette più vecchie che in quota maggiore mancano di tale informazione.

4 Per favorire la lettura abbiamo preferito disegnare i grafici successivi per valori superiori a 1700 anche se esistono in alcune diocesi casi che stanno al di sotto di tale valore. Se togliamo dalla distribuzione piemontese i casi outliers che si trovano oltre 1,5 volte la differenza interquartilica a partire dal primo quartile nella direzione del valore più basso (e cioè 1891 – 1,5·49 = 1817) troviamo che il valore medio = 1915,9, dev std = 32,7, err std = 0,6, asimm. = – 0,08 e curtosi = – 0,06 per 2986 casi validi e nessun caso mancante.

5 Calcolati con il nostro programma Stat-lab (vedi nota più avanti).

6 La quantità Γ(x) = (con x > 0) è nota come funzione Gamma (Γ). Se x è un intero si ha Γ(x) = (x – 1)!

7 Sono grato al prof. Ezio Marra dell’Università di Cosenza per avermi offerto l’opportunità di conoscere il pacchetto statistico T-B-Stat che automatizza il Bootstrap (tecnica di ricampionamento dei dati proposta da B. Efron), scritto in Turbo Pascal (versione 6) nell’ambito dell’attività didattica e scientifica da lui svolta presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino; in particolare nel lavoro di implementazione di Boletti (1992) si trova il modulo di stima dei parametri della funzione di densità di probabilità di Weibull che ho utilizzato per questo saggio.

8 Per ottenere una migliore definizione nella rappresentazione grafica del modelli teorici, abbiamo usato tutti i casi del campione; ovviamente i modelli sono stati stimati sui casi delle rispettive diocesi e solo la stampa da parte della procedura Plot di Spss ha utilizzato i casi di tutto il campione.

9 Il campo di variazione di questi grafici è stato impostato per tutti tra il 1700 e il 1995 al fine di rendere confrontabili le varie distribuzioni di probabilità anche se in questo modo non vengono rispettati esattamente i ranges delle diverse diocesi.

10 Valore calcolato con un programma scritto in Turbo Pascal (versione 4) da Livio Beghini (nell’ambito delle esercitazioni del corso di Tecniche di ricerca ed elaborazione dati tenuto da chi scrive presso la Facoltà di Scienze Politiche di Torino, a.a. 1991-92), che automatizza il computo di valori della distribuzione di Weibull dati i parametri a e b (tale programma lavora pure sulle distribuzioni di Gauss, Chi quadro, Snedecor, Student). Ora queste funzioni sono state integrate da Roberto Trinchero nel programma Stat-lab (v. Grimaldi, 1996a).

11 Ricordiamo che Cousin (1983) offre solo un grafico di questa distribuzione per cui i dati numerici sono stati ricavati in modo approssimativo e non ci è stato possibile conoscere il numero di ex-voto che riportano in modo esplicito la data per cui in fondo alla rispettiva colonna abbiamo indicato il numero complessivo di tavolette schedate da tale autore; la media l’abbiamo stimata sempre a partire dalla distribuzione grafica e così pure lo scarto quadratico medio. Naturalmente siamo consci dei limiti di questa comparazione che mette a confronto territori come Provenza e Piemonte con santuari come Cesena, Livorno, Tolentino e Altavilla Milicia.

12 Abbiamo considerato il corpus votivo dei santuari analizzati, come campioni delle tavolette votive presenti nell’area che essi rappresentano e quindi abbiamo utilizzato elementi di statistica induttiva.

13 Leggiamo sul «Bollettino salesiano» del 1 aprile 1993 nella rubrica «I nostri santi» – curata dal postulatore generale Pasquale Liberatore – tra le altre segnalazioni di grazia: «Mia madre si è ammalata di carcinoma nel 1976. Dopo varie cure in Italia e a Zurigo, la metastasi si estese ulteriormente. Dopo dodici cicli di chemioterapia e una degenza di un mese all’ospedale, le medicine ormai non producevano più alcun effetto. Rivolgemmo con lei intense preghiere al Signore, invocando l’intercessione di Mamma Margherita, nella casetta e al Tempio del Colle. Per alcuni mesi in famiglia tutte le sere e settimanalmente con i vicini di casa, recitammo assieme il rosario, invocando la sua intercessione. Mia madre cominciò a sentirsi meglio e, pur con cautela, potè riprendere il lavoro d’azienda e l’attività familiare. Nel luglio 1989 dopo vari esami e radiografie, il medico curante, dichiarò: ‘Assolutamente guarita; oserei dire che non ha mai avuto nulla, se la documentazione di dodici anni non attestasse il contrario. Qualcuno lassù è intervenuto’ (Francesco A., Torino)». Come si può osservare questa storia si configura come un ex-voto e il giornale religioso svolge le funzioni del Libro dei miracoli che molte volte veniva tenuto nei santuari per custodire le testimonianze di grazie ricevute.

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Indice delle illustrazioni

Titolo Tabella 1. Statistiche calcolate sulla frequenza degli ex-voto nel tempo, ripartiti per diocesi.
URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-1.jpg
File image/jpeg, 580k
Titolo Figura 1. Distribuzione degli ex-voto nel tempo a seconda delle diocesi (box plot).
URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-2.jpg
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Titolo Figura 2. Stima della distribuzione di probabilità della presenza degli ex-voto nel tempo secondo la funzione di Gauss (si considera solo l’intervallo di tempo dal 1830 in poi): diocesi di Asti (media= 1904, dev std = 24).
URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-3.jpg
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URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-4.jpg
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URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-5.jpg
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URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-6.jpg
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URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-7.jpg
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URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-8.jpg
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Titolo Tabella 2. Modelli di descrizione della distribuzione degli ex-voto nel tempo, per diocesi, secondo la funzione di Weibull (stima dei parametri).
URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-9.jpg
File image/jpeg, 260k
Titolo Figura 3. Stima della distribuzione di probabilità della presenza degli ex-voto nel tempo secondo la funzione di Weibull: diocesi di Alba (b =64,6, a =1927,4).
URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-10.jpg
File image/jpeg, 44k
Titolo Figura 4. Stima della distribuzione di probabilità della presenza degli ex-voto nel tempo secondo la funzione di Weibull: diocesi di Asti (b =74,7, a =1914,1).
URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-11.jpg
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Titolo Figura 5. Stima della distribuzione di probabilità della presenza degli ex-voto nel tempo secondo la funzione di Weibull: Piemonte (b=52,6, a=1926,7).
URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-12.jpg
File image/jpeg, 40k
URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-13.jpg
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Titolo Figura 7. Distribuzione di frequenza degli ex-voto nel tempo (campione piemontese)
URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-14.jpg
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Titolo Figura 8. Distribuzione di frequenza degli ex-voto nel tempo (campione piemontese per data maggiore di 1834)
URL http://journals.openedition.org/qds/docannexe/image/1552/img-15.jpg
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Per citare questo articolo

Notizia bibliografica

Renato Grimaldi, «Modelli di rappresentazione dell’azione sociale sciogliere il voto: la distribuzione di Weibull»Quaderni di Sociologia, 15 | 1997, 139-157.

Notizia bibliografica digitale

Renato Grimaldi, «Modelli di rappresentazione dell’azione sociale sciogliere il voto: la distribuzione di Weibull»Quaderni di Sociologia [Online], 15 | 1997, online dal 30 novembre 2015, consultato il 09 agosto 2026. URL: http://journals.openedition.org/qds/1552; DOI: https://doi.org/10.4000/qds.1552

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Autore

Renato Grimaldi

Dipartimento di Scienze Sociali - Università di Torino [e-mail: grimaldi@cisi.unito.it]

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