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Rassegna bibliografica
Novecento e XXI secolo

Christelle Reggiani, “Les Choses” de Georges Perec ou l’économie du rêve

Francesca Lorandini
p. 237-238
Notizia bibliografica:

Christelle Reggiani, “Les Choses” de Georges Perec ou l’économie du rêve, Paris, Champion, 2024, «Commentaires» 5, 96 pp.

Testo integrale

1Il volume propone una rilettura di Les choses che, pur riconoscendo la validità di un’interpretazione sociologica dell’opera, ne precisa i contorni. Perec sarebbe innanzitutto un «sociologue du langage» (p. 13), e il suo romanzo «le sismographe des désirs beaucoup plus que des plaisirs de son époque» (p. 14). L’analisi si concentra sulle strategie discorsive e sulle scelte linguistiche attraverso cui Perec costruisce il proprio discorso sul mondo, mettendo in primo piano la dimensione stilistica del testo e restituendo centralità ai suoi dispositivi formali, retorici e strutturali.

2I quattro capitoli si articolano attorno ai punti di riferimento che Perec stesso indicava come fondamentali per il romanzo: Flaubert, Nizan, Antelme, Barthes. Reggiani non traccia genealogie lineari né semplici relazioni di filiazione letteraria o ideologica, ma costruisce una rete di rimandi intertestuali ricca e talvolta sorprendente. I legami con figure tutelari come Flaubert e Barthes sono discussi e sfumati, ne vengono mostrati tratti inaspettati; l’orizzonte politico del romanzo è letto alla luce del pensiero di Nizan, nella dualità senza alterità che struttura l’opera e nell’«atonie» (p. 53) della seconda parte; il rapporto con il récit concentrationnaire di Antelme emerge infine dalla tessitura stessa del romanzo, nella sua alternanza di pieni e vuoti.

3Il primo capitolo, «Natures mortes (Flaubert)», esplora il rapporto tra scrittura e immagine. L’aspetto fenomenologico a cui sembra rimandare il titolo del romanzo si rivela, secondo Reggiani, sostanzialmente inconsistente: cose, in senso stretto, nel romanzo ce ne sono poche, ridotte a qualche natura morta; ciò che conta sono piuttosto le immagini delle cose, immagini viste, esposte, sognate, desiderate. Il secondo capitolo, «Le désir et le plaisir (Barthes)», si concentra su Sylvie e Jérôme, protagonisti privi di spessore individuale: sagome imprecise, senza veri corpi né vita sessuale, di cui sappiamo poco. Le loro amicizie sono ambivalenti e superficiali, tra loro non dialogano quasi mai, e il pronome ils, ripetuto instancabilmente, annulla i confini del singolo, trasformando la loro esistenza in un’esperienza neutra e omologata.

4Nel terzo capitolo, «La “domestication” du quotidien (Nizan, L’Express)», Reggiani riprende la critica del consumismo che Perec articola, come è noto, con l’aiuto di «une pile de Madame Express» (p. 49), ma sposta il baricentro ideologico da Barthes a Nizan, mettendo in luce il desiderio, destinato al fallimento, di un «enracinement» (p. 51) da parte dei protagonisti. Il quarto capitolo, «Le vide et le plein (Antelme)», approfondisce il legame con Robert Antelme, leggendo nella tecnica di montaggio duale che struttura il romanzo l’opposizione tra il “pieno” parigino e il “vuoto” tunisino, segno della riflessione etica sul rapporto tra abbondanza e privazione.

5Reggiani individua diverse linee di lettura che offrono una prospettiva originale su Les choses. Ad esempio, se l’importanza delle Mythologies barthesiane è ampiamente riconosciuta dalla critica, Reggiani evidenzia invece la prossimità con i Fragments d’un discours amoureux, opera successiva che illumina retrospettivamente la struttura rapsodica e frammentaria del romanzo. Centrale è anche l’analisi della lista come dispositivo formale: non semplice enumerazione, ma principio compositivo fondamentale che imprime al romanzo un ritmo caratteristico, «dont l’ampleur hésitante donne forme à un piétinement qui apparaît comme l’allure même de l’aporie» (p. 64). La prospettiva critica del volume si distingue per lo sguardo ampio e trasversale, che non si limita al contesto del 1965 o agli scritti precedenti di Perec, ma costruisce un dialogo con l’intera sua opera. Les choses appare così come il nucleo generativo della poetica perecchiana, un romanzo che già contiene in potenza l’opera futura.

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Per citare questo articolo

Notizia bibliografica

Francesca Lorandini, «Christelle Reggiani, “Les Choses” de Georges Perec ou l’économie du rêve»Studi Francesi, 208 (LXX | I) | 2026, 237-238.

Notizia bibliografica digitale

Francesca Lorandini, «Christelle Reggiani, “Les Choses” de Georges Perec ou l’économie du rêve»Studi Francesi [Online], 208 (LXX | I) | 2026, online dal 01 mai 2026, consultato il 15 août 2026. URL: http://journals.openedition.org/studifrancesi/71008; DOI: https://doi.org/10.4000/16bax

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