Angela Di Benedetto, Stratégies et stratagèmes de la séduction de Crébillon fils à Pierre Louÿs
Angela Di Benedetto, Stratégies et stratagèmes de la séduction de Crébillon fils à Pierre Louÿs, Pisa, Edizioni ETS, 2025, «I libri del Seminario di Filologia Francese» 8, 118 pp.
Testo integrale
1Il discorso rappresenta la più potente arma di seduzione di cui dispongono i difensori del pensiero libero e della nuova morale sessuale. Attraverso questo paradigma, Angela Di Benedetto conduce il discorso a preambolo del volume dedicato alle strategie della seduzione messe in atto nel romanzo.
2Seduzione, sì, ma anche fascinazione e persuasione dell’arte del discorso e di come queste tre strategie di affabulazione vengano impiegate in maniera diversa a seconda del periodo storico, dei rapporti di genere e della cultura.
3I testi scelti e analizzati dall’autrice rilevano alcune delle strategie del processo di seduzione ritenute, se non esaustive, le più significative.
4In epoca libertina (Chapitre 1 – «Génie, sylphes et libertins: la parole persuasive du séducteur», pp. 27-41), la seduzione consisteva nell’insieme delle strategie utilizzate dal seduttore al fine di ricevere, dalla preda scelta, favori di natura sessuale. Un’importanza fondamentale è dunque accordata all’eloquenza ma con il solo fine di ottenere la possessione fisica della preda. Tale consuetudine può essere considerata una costante nella letteratura libertina fatta eccezione per l’opera di Crébillon. Nel romanzo di Crébillon lo scopo della seduzione non è infatti la sola e unica sopraffazione fisica della preda ma la sua resa morale e intellettuale; in Tanzaï et Néadarné. Histoire japonaise questo è particolarmente evidente. Il consenso di Néadarné, infatti, non implica solo la resa fisica della vittima ma anche la sua responsabilità morale di condotta. Le Sylphe ou songe de Mme de R*** testimonia come, in Crébillon, il dialogo nel processo di seduzione assuma un’importanza centrale attraverso la figura del silfo, spirito invisibile il cui unico potere di seduzione risiede nell’eloquenza. L’autrice riporta ancora l’esempio di La Nuit et le moment ou les matinée de Cythère incentrato sul tentativo di Clitandro di sedurre Cidalise attraverso la parola e l’inserimento nella narrazione di aneddoti amorosi e discorsi teorici sul tema.
5Il secondo capitolo del volume («Le double piège de la séduction», pp. 43-53) si concentra sulle strategie seduttive del Visconte di Valmont ne Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos.
6Contrariamente a quello che accade nei romanzi di Crébillon, nel caso del romanzo di Laclos non vi è nessuna complicità culturale tra il seduttore e la vittima; per conquistare Madame de Tourvel, Valmont ricorre alla tecnica del compiacimento e inscrive la sua condotta amorosa nel codice cortese. Nelle lettere indirizzate a Madame de Meurteuil, Valmont racconta con precisione le tappe della seduzione – dalla volontà di soccombere della preda, alla richiesta che questa ammetta il desiderio nei confronti del seduttore – al fine di ottenere dalla marchesa la fiducia nel suo rappresentare l’emblema del libertino. Un’impresa, quella di Valmont, destinata al fallimento; il visconte è talmente fedele alla minuziosità del racconto sulla genesi della sua conquista da tradire, in realtà, il sentimento amoroso che realmente prova nei confronti di Madame de Tourvel.
7Senza domani di Vivant Denon (Chapitre III – «Ivresse et mélancolie du ‘carpe diem’», pp. 55-65) sembra inscriversi perfettamente nella tradizione libertina materialista del xviii secolo. Un giovane uomo privo di esperienza viene invitato da una donna più matura a lasciarsi andare a una notte di piacere insieme, previo l’accordo fondamentale di non rivedersi mai più in seguito.
8Benché il piacere occupi una parte rilevante del testo, la mancanza di avvenire suggerita dal titolo situa il racconto in una posizione liminare tra l’euforia del libertinaggio e la malinconia romantica. Lo scopo della donna è quello di dare alla seduzione un contesto altro, fuori dal quotidiano svolgersi delle vite, in modo da non creare conseguenze su di esse. A differenza di quello che accade generalmente nella letteratura libertina, in questo racconto Denon decide di non rendere noti gli effetti della seduzione sulla preda, o meglio, decide di dare un tono drammatico all’accaduto lasciando al suo protagonista non un insegnamento bensì un grande interrogativo morale.
9Il romanzo di Balzac La duchessa di Langeais mette in scena l’amore impossibile tra Antoinette de Navarreins e il generale Armand de Montriveau (Chapitre IV – «Comment peut-on séduire une duchesse?», pp. 67-77). A causa dell’intensità della passione dal risvolto tragico e dell’assenza di un incontro di tipo erotico tra i due protagonisti, la critica ha interpretato il testo seguendo un’analisi storico-sociale, sottolineando l’impossibilità di conciliazione tra classi sociali differenti e il potere distruttivo della passione amorosa. Di Benedetto mette in luce un altro aspetto critico dell’opera, una doppia lettura: il romanzo si presenta come la storia della crisi della retorica e della seduzione di stampo libertino.
10La duchessa è una “provocatrice”, ritratta attraverso tutte le doti, caratteriali e estetiche, della seduttrice che però vede il suo gioco ammaliatore avvalersi di un duplice riscontro: compiere la volontà narcisistica di sedurre il generale per semplice piacere di conquista e la condanna a dovere dissuadere quest’ultimo dalla possessione fisica. Il discorso seduttivo diventa allora un duello tra parti, una battaglia tra sessi; il generale imbraccia le armi nel tentativo di avere la donna e di vendicare gli uomini traditi dalla seduzione femminile e la duchessa fa appello all’arte retorica per dissuaderlo, cercando di riportare la sfida seduttiva verso il sentimento amoroso, un’impresa fallimentare che culmina nella fine tragica della donna.
11Il capitolo V del volume («La séduction manquée ou le déclin de la masculinité», pp. 79-87) si concentra sulla raccolta di novelle Les Diaboliques di Barbey d’Aurevilly in cui l’aspetto seduttivo è predominante.
12Scritte con un intento volutamente moralizzatore, le donne oggetto della raccolta seducono non soltanto grazie alla loro bellezza ma anche per la loro ineffabilità e il loro mistero. Dopo aver illustrato la differenza procedurale tra la seduzione libertina e quella proposta da Barbey d’Aurevilly, l’autrice si concentra su una novella della raccolta: Le Plus bel amour de Don Juan in cui il fallimento di Don Giovanni nel sedurre l’uditorio femminile raccontando la più singolare esperienza erotica da lui vissuta, sancisce il declino della mascolinità eroica e, ancora una volta, quello della retorica seduttiva.
13Il saggio di Di Benedetto si conclude con una riflessione su La femme et le pantin di Pierre Louÿs («Cet irrésistible objet du désir ou la séduction pathologique», pp. 89-98). Dato il suo potere seduttivo e distruttivo, la giovane Conchita è una seduttrice dalla quale è bene mettersi al riparo. Benché Louÿs non sia nuovo nell’ambito della schiavitù amorosa, ne La femme et le pantin a cambiare è la postura della seduzione che implica il coinvolgimento fisico dell’uomo il quale cade in una dimensione patologica del desiderio. La diabolicità di Conchita risiede nella perversa ingegnosità del suo processo seduttivo, delle sue molteplici strategie seduttive, in grado di manipolare la preda per godere degli effetti della sua seduzione.
Per citare questo articolo
Notizia bibliografica
Luana Doni, «Angela Di Benedetto, Stratégies et stratagèmes de la séduction de Crébillon fils à Pierre Louÿs», Studi Francesi, 208 (LXX | I) | 2026, 257-258.
Notizia bibliografica digitale
Luana Doni, «Angela Di Benedetto, Stratégies et stratagèmes de la séduction de Crébillon fils à Pierre Louÿs», Studi Francesi [Online], 208 (LXX | I) | 2026, online dal 01 maggio 2026, consultato il 08 agosto 2026. URL: http://journals.openedition.org/studifrancesi/71239; DOI: https://doi.org/10.4000/16bbi
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