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Recension bibliographique
Notes critiques

Bernardina Rago, Il Gattopardo a guardia del muro. Storia di un giallo letterario nella Germania socialista

Luca Bani
p. 205-208
Référence(s) :

Bernardina Rago, Il Gattopardo a guardia del muro. Storia di un giallo letterario nella Germania socialista, Milano, Feltrinelli, 2024, 249 p.

Texte intégral

  • 14 B. Rago, Il Gattopardo nella DDR. L’assimilazione di un romanzo aristocratico nella Germania social (...)

1Bernardina Rago è una studiosa che da lungo tempo vive e lavora in Germania dedicandosi a indagini e ricerche attinenti alla ricezione degli autori italiani, e più in specifico siciliani, nella Germania Est (DDR). La monografia su Tomasi di Lampedusa, che ha avuto una prima edizione in Germania14, dopo una breve Premessa è strutturata in otto capitoli dedicati al tema prescelto a cui fanno seguito, a completamento documentario di quanto trattato nel corpo del testo, alcuni brevi interventi testimoniali di Christa Unzer, la figlia dell’autore della copertina dell’edizione tedesco-orientale del romanzo, di Erhard Scherner, segretario di Alfred Kurella, coordinatore della Commissione cultura del Comitato centrale del Partito socialista unificato tedesco (SED) che ebbe un ruolo di primo piano in questa vicenda, e poi di Bettina, Brigitte e Stefan Kurella, figli di Alfred.

  • 15 G. Tomasi di Lampedusa, Der Leopard, Berlin, Rütten & Loening, 1961.

2Con un inizio che richiama il topos del libro ritrovato, Rago nella Premessa ricostruisce l’avvenimento che ha dato origine alla sua indagine con il rinvenimento, nello scatolone di una bancarella di libri usati di un mercatino rionale berlinese, dell’edizione tedesco-orientale del Gattopardo15. La scoperta suscita nella mente dell’autrice una serie di quesiti dovuti in particolare all’apparente cortocircuito ideologico della pubblicazione di un’opera « reazionaria », come era stata definita dalla maggior parte della critica di sinistra italiana, di un autore aristocratico e « decadente » in un paese socialista. A ciò si aggiungano gli interrogativi dovuti anche ad altri elementi legati alla forma della pubblicazione, come l’immagine di copertina, affidata al già citato Unzer e carica di un simbolismo mascherato dalla sua icastica semplicità ; oppure la casa editrice, diversa da quella a cui generalmente venivano affidate le opere di autori stranieri ; o ancora, infine, l’autore della postfazione, Kurella appunto, che oltre a ricoprire l’incarico già ricordato era anche una figura molto vicina a Walter Ulbricht, capo storico della DDR, e soprattutto era la voce del Cremlino per quel che riguardava la politica culturale della Germania Est. Queste le domande relative al « perché », ma non meno importante, per la Rago, è riuscire a capire il « come », ossia sapere attraverso quali misteriose vie, e promossa da quali attori, un’opera di tal fatta era riuscita a penetrare i meandri dell’ideologizzata politica culturale di quello Stato e a vedere la luce nella patria del realismo socialista.

3La risoluzione del caso ha implicato non solo un certosino lavoro di ricerca in diverse biblioteche e archivi berlinesi e palermitani, ma anche un necessario studio proemiale sulla più generale ricezione della letteratura degli scrittori siciliani nella DDR. Partendo dalla ben consolidata relazione, di ascendenza goethiana e generativa di una solida tradizione della cultura tedesca con l’esotica e solare isola « wo die Zitronen blühen », ecco che l’immagine e soprattutto la realtà socio-economica di quella terra serviva al regime della Repubblica democratica per segnare la distanza tra la condizione di oppressione latifondista e di miseria contadina che caratterizzava in particolare la Sicilia con quella delle cooperative agricole promosse dal programma collettivista del regime di Berlino Est. Partendo dalle interpretazioni della cultura tedesco-orientale riservate al Risorgimento, ai suoi protagonisti e ai suoi esiti, Rago fa poi i casi dell’uso strumentale del verismo, di Verga e in particolare dei Malavoglia, letti dapprima come un’esaltazione della vita rurale finalizzata a rafforzare l’attrattività dell’identica dimensione che si tentava di costruire e promuovere in quella parte della Germania, successivamente come racconto di un’esemplare « resistenza » alle indebite intrusioni di quel modello protocapitalista che, nella sua versione aggiornata, anche la DDR cercava di respingere attraverso la costruzione del Muro.

4Questa politica strumentalmente inclusiva di autori e opere nel canone delle opere ammesse e promosse dalla cultura socialista non spiega, tuttavia, il caso del Gattopardo, e la difficoltà dell’indagine di Rago sta proprio nel riuscire a rintracciare le figure, le ragioni e i fili che consentirono anche a un’opera apparentemente « eretica » nella sua sostanza ideologica e nell’autore che l’aveva scritta di far breccia in una realtà edificata sul marxismo.

5L’Autrice individua in Louis Aragon e in Kurella i motori della vicenda, e in particolare di quest’ultimo ripercorre e ricostruisce la biografia personale e familiare, il profilo culturale e il percorso politico, svolto prevalentemente all’ombra del Cremlino e nelle istituzioni rappresentative dell’internazionalismo comunista. Soprattutto, Rago ha l’intelligenza di mettere in rilievo le affinità, pur nella diversità delle vicende, tra Kurella – che, peraltro, conosceva bene l’italiano e l’Italia, dove fu più volte sia in vacanza con i genitori che in occasioni motivate dal suo ruolo di esponente dell’Internazionale – e Lampedusa, come ad esempio la comune discendenza aristocratica, per il tedesco solo dal lato materno, il poliglottismo, la passione per i viaggi, alcune specifiche passioni storico-culturali e, aspetto più interessante, alcuni elementi caratteriali e modalità relazionali : « Colpisce la somiglianza nell’atteggiamento in un momento di crisi, lo smarrimento di fronte al passaggio tra il vecchio e il nuovo, la tentazione di ripiegamento su se stessi, l’allontanarsi nel silenzio dopo tanto fragore, la letteratura scelta come consolazione nei momenti più duri » (p. 63). Kurella quindi, come Lampedusa, era un uomo dalla profonda cultura e dalla raffinata sensibilità, con una buona conoscenza ed esperienza non solo dell’Italia, ma anche della sua letteratura e, di conseguenza, non poteva non conoscere il romanzo dello scrittore siciliano, assurto all’onore delle cronache per il premio Strega vinto nel 1959, che doveva essergli arrivato o dal sindaco di Bologna Giuseppe Dozza, incontrato a Mosca negli anni della guerra, o da Ignazio Silone, frequentato grazie alla comune appartenenza al Comintern e « padrino » del Gattopardo in occasione del premio. È da Kurella, quindi, che venne la richiesta all’editore di pubblicare il romanzo lampedusiano, seguendo una via inversa a quella usuale che prevedeva fossero le case editrici a proporre le opere per la stampa e a richiedere una formale autorizzazione alla pubblicazione la cui concessione implicava, ovviamente, anche una valutazione di conformità ideologica del testo presentato.

6La raccomandazione, sia pur così autorevole, non fu tuttavia sufficiente a dare il via all’impresa, ed ecco che a imprimere nuovo impulso a una situazione di fatto bloccata intervenne Louis Aragon, importante figura di riferimento dell’intellettualità europea di sinistra di quegli anni, che con una inaspettata recensione pienamente elogiativa del romanzo lo rese « ammissibile » o, se si vuole, imprescindibile anche per lo specifico contesto culturale tedesco-orientale. Sorvolando in questa sede sulle motivazioni politico-culturali che indussero Aragon a promuovere Il Gattopardo, il dato importante è che proprio a Kurella venne concesso di tradurre l’intervento del poeta francese e che questo ridiede forza al percorso editoriale del testo lampedusiano, pur non eliminando del tutto le opposizioni alla sua edizione. Un percorso quindi ancora accidentato, che l’Autrice ricostruisce con esemplare acribia e intelligente competenza nell’individuare in diversi carteggi e nei pareri editoriali sul libro che intanto si accumulavano i giudizi ancora resistenti alla pubblicazione.

7Alcune vicende fortuite, come l’intervento di Bruno Pontecorvo che in URSS cita il romanzo come una delle sue letture preferite, e un clima di maggiore distensione che per una parte di quegli anni caratterizzò i rapporti tra i due blocchi, consentirono nuovamente a Kurella di esporsi pronunciandosi pubblicamente a favore dell’opera, caldeggiandone la diffusione anche nella DDR e sollecitando quindi i funzionari del partito responsabili dell’editoria a concedere il « si stampa ».

8Nel 1961 la Germania Est ebbe finalmente il suo Gattopardo, Der Leopard, e il successo, dietro al quale rimarrà costante l’appoggio e la promozione di Kurella, fu largo e condiviso, ampliato poi ulteriormente dall’uscita dell’adattamento cinematografico viscontiano, a sua volta fomentatrice di nuovi dibattiti e analisi critiche.

9Ciò che resta essenziale è la capacità con la quale questo lungimirante intellettuale, Kurella, intriso di una cultura larga e profonda e di una forte passione per la letteratura, riuscì a portare avanti la sua impresa, imponendo a una realtà sostanzialmente ostile un’opera che gli era molto cara, non solo per la sensibilità estetica che lo avvicinava all’autore siciliano, ma anche per la convinzione che il messaggio di Lampedusa poteva efficacemente ricoprire un ruolo nella realtà e nel quadro ideologico di un recente e ancora precario stato socialista rispondendo a una domanda fondamentale : come vivere il cambiamento, ossia come gestire il passaggio da un’epoca a quella successiva nella consapevolezza dell’ineluttabilità del « progredire della storia » anche vedendo « con malinconia e ironia il Nuovo che avanza [facendogli] posto, pur senza partecipare in prima persona » (p. 207). Il cambiamento era l’orizzonte a cui la DDR puntava per la creazione di un uomo nuovo in una società nuova : passata l’aristocrazia, sarebbe passata anche la borghesia, e alla fine di tutto avrebbe finalmente trionfato il proletariato.

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Notes

14 B. Rago, Il Gattopardo nella DDR. L’assimilazione di un romanzo aristocratico nella Germania socialista, Berlin, Frank & Timme, 2023.

15 G. Tomasi di Lampedusa, Der Leopard, Berlin, Rütten & Loening, 1961.

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Pour citer cet article

Référence papier

Luca Bani, « Bernardina Rago, Il Gattopardo a guardia del muro. Storia di un giallo letterario nella Germania socialista »Transalpina, 28 | 2025, 205-208.

Référence électronique

Luca Bani, « Bernardina Rago, Il Gattopardo a guardia del muro. Storia di un giallo letterario nella Germania socialista »Transalpina [En ligne], 28 | 2025, mis en ligne le 16 septembre 2025, consulté le 10 août 2026. URL : http://journals.openedition.org/transalpina/5900 ; DOI : https://doi.org/10.4000/14oha

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